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L’Open Rate Cala? Facciamolo Salire in Tre Semplici Mosse!

Nell’e-mail marketing è fondamentale il coinvolgimento del nostro target. Per capire quanto stiamo colpendo nel segno, il primo indicatore rilevante è il tasso di apertura delle nostre newsletter, detto anche, in inglese, open rate. Di fatto, si tratta di un’indicazione che ci fa capire immediatamente se la nostra campagna di e-mail marketing abbia avuto successo o no, laddove per “successo” si intende la capacità di catturare l’interesse dei lettori, portandoli ad aprire la mail in prima battuta e a cliccare sui contenuti in seconda.

Hai notato che ultimamente, oppure in una sola campagna, il tuo tasso di apertura è calato drasticamente? Ecco cosa devi fare per migliorarlo!

1. Analizza le Statistiche delle Campagne di E-Mail Marketing!

Anzitutto ricordati sempre di analizzare le statistiche delle tue campagne. Con Kloudymail sono a portata di click e in pochi istanti potrai capire com’è andata la tua ultima campagna, comparandola anche con le precedenti per capire se il tuo trend sia positivo o negativo. Se il tuo caso è l’ultimo, ossia se il trend è negativo, la prima cosa da fare è capire di avere un problema e cercare di invertire la rotta immediatamente.

Certo, può darsi che il tuo sia un problema momentaneo, ma meglio non ripetere gli errori già commessi per scongiurare il rischio che i “numeri” diminuiscano ulteriormente. Ti consigliamo di non restare in contemplazione per mesi e mesi cercando l’idea del secolo: agisci tempestivamente apportando piccoli miglioramenti, magari “pescando” dalle campagne precedenti che avevano ottenuto un buon riscontro.

2. Pianifica le Tue Prossime Mosse e Agisci!

Ora che hai esaminato la situazione e hai capito – o pensi di aver capito – cosa potrebbe essere andato storto, inizia a pianificare ciò che farai. Insomma, stila il tuo piano di azione: in questo modo avrai più probabilità che le tue prossime mosse filino lisce.

Fatto questo, non ti resta che muoverti. Non è facile come dirlo, tutt’altro, ma se farai tutto per bene, secondo i piani, otterrai grandi soddisfazioni. Dato che i risultati li hai già analizzati, inizia a pensare ad altri accorgimenti che potrebbero aumentare il tasso di apertura: l’oggetto è a misura di lettore? La grafica è ben fatta e responsive? Le liste sono ben strutturate e profilate?

3. Persevera!

Ora che hai fatto tutto, e che probabilmente hai ottenuto dei miglioramenti nei risultati delle tue campagne di e-mail marketing, è tempo di perseverare. Un po’ come la dieta: una volta abbattutti i chili di troppo, si parte con il mantenimento.

In poche parole, anche se la tua ultima campagna è andata bene, non dormire sugli allori. Continua ad analizzare le statistiche, a cercare di migliorare, a consultare blog come questo per capire quali siano le strategie migliori da adottare per coinvolgere il target. E, se avessi ancora qualche dubbio, non esitare a contattare Kloudymail: siamo sempre pronti a dare suggerimenti e ad accompagnare chi lavora con noi verso i migliori risultati!

Kloudymail è Partner di Freelance Hub!

Kloudymail è orgogliosa di annunciare di essere partner di Freelance Hub, la prima community di liberi professionisti di Brescia e provincia, un progetto creato per semplificare la vita dei lavoratori autonomi con consigli concreti e direttive da seguire.

Il progetto – creato dalle sorelle Eleonora e Francesca Valenti di Valenti04 – è stato presentato il 21 marzo 2019 a Talent Garden e ha visto in concomitanza il primo dei numerosi Lab previsti, “Che fatica i preventivi!” curato da Augusto Pirovano di Super Good Life.

Abbiamo creato questo progetto perché siamo innanzitutto libere professioniste che prediligono lavorare con altri freelance – affermano Eleonora e Francesca Valenti – Avvertivamo da tempo un vuoto nell’offerta di formazione e network per i lavoratori autonomi sul nostro territorio. I liberi professionisti sono votati alla ricerca e alla crescita professionale ma spesso arrancano per trovare strumenti, risposte, che spesso non sono univoche. Per questo abbiamo deciso di dare vita a questa community: dare, grazie ad esperti in materia di lavoro autonomo, risposte concrete ed utili sia a chi è già libero professionista, sia a chi vuole diventarlo”.

Il Manifesto di Freelance Hub: #freelancersdoitbetter!

Il progetto nasce per promuovere la cultura del lavoro autoimprenditoriale, portando all’attenzione dell’opinione pubblica e del mondo del lavoro il lavoratore indipendente come valore, sfatando il falso mito che essere freelance sia una scelta di ripiego in mancanza di alternative professionali. L’approccio scelto dalle sorelle Valenti è trasversale. In altre parole, il libero professionista è preso in considerazione e valorizzato in quanto tale – indipendentemente dal regime fiscale in cui opera, dall’età o dal numero di anni di esperienza -, ossia come una figura altamente specializzata cui offrire strumenti di “sopravvivenza” universale che possano funzionare allo stesso modo per una make up artist, per un avvocato o per un consulente nell’ambito del marketing.

Kloudymail partner di Freelance Hub

Gli Obiettivi di Freelance Hub

Il percorso di Freelance Hub si propone di creare un network multisettoriale di liberi professionisti. In poche parole, una rete di contatti grazie alla quale instaurare nuove relazioni e, perché no?, trovare nuove opportunità di collaborazione.

Ogni mese, all’interno di Talent Garden (via Cipro n. 66 a Brescia), si terranno gli incontri formativi, formativi e relazionali cui è possibile iscriversi attraverso Eventbrite. Per ottobre 2019 è già programmato il Freelance Day che si terrà in corrispondenza della European Freelance Week: si tratterà di una giornata intera dedicata ai liberi professionisti con workshop, tavole rotonde e molto altro.

Freelance Hub e Kloudymail partner

Il Programma

  • 11 aprile ore 18: “Be Smart! Soluzioni e tutele per freelance”, un incontro che aiuterà a individuare soluzione e alternative per lavorare autonomamente nel modo più tutelato possibile;
  • 16 maggio ore 18: “Personal Branding + Linkedin per trovare clienti”, un appuntamento che si pone l’obiettivo di aiutare ad acquisire le notizioni base per costruire il proprio personal brand, utilizzare Linkedin per trovare clienti e fissare appuntamenti;
  • 13 giugno ore 18: “E-Mail Marketing per freelance”, l’appuntamento di Kloudymail dedicato ai liberi professionisti per far capire loro perché e come avviare un’attività di e-mail marketing di successo;
  • 18 luglio ore 18: Cardiomarketing;
  • 19 settembre ore 17: Time Management;
  • 14 novembre ore 18: Mind Mapping.

Kloudymail diventa partner di Freelance Hub

E-Mail Marketing per Freelance: l’Intervento di Kloudymail

Spesso i liberi professionisti – quale che sia il campo in cui operano – trascurano l’e-mail marketing. Le motivazioni sono diverse: mancanzaa di tempo, di persone che possano occuparsene, timore che si tratti di un investimento inutile e troppo costoso… In realtà, l’e-mail marketing è un preziosio alleato per i liberi professionisti: a fronte di un costo contenuto, consente di comunicare con i clienti, di tenerli aggiornati, di fidelizzarli e di attivare così il ben noto passaparola che consente di acquisire nuovi contatti e in ultima istanza nuovi clienti.

L’intervento del 13 giugno è finalizzato a far comprendere ai freelance perché dovrebbero iniziare a fare e-mail marketing e soprattutto a far capire loro come farlo al meglio grazie a preziosi e utili consigli su come strutturare una newsletter, come costruire un database, come scrivere l’oggetto e il contenuto di una newsletter…

Per ulteriori informazioni e per iscrizioni clicca qui, ti aspettiamo il 13 giugno 2019 alle 18!

Il CEO Enrico del Sordo in Cattedra all’Università Cattolica!

Enrico del Sordo, CEO e fondatore di WeKloud, società che sviluppa e distribuisce Kloudymail, salirà in cattedra giovedì 21 marzo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia dinanzi agli studenti del terzo anno della laurea triennale in Scienze Linguistiche, corso in Marketing e Marketing Internazionale tenuto dalla prof.ssa Loretta Battaglia.

Dopo una breve presentazione dell’azienda e della sua evoluzione nel tempo, Enrico del Sordo focalizzerà il suo intervento sull’e-mail marketing. In particolare, la lezione sarà mirata a illustrare come l’e-mail marketing possa essere la strategia ideale per gestire il rapporto con il cliente, per fidelizzarlo, ascoltarlo, gestire al meglio il rapporto e impostare attività di up- e cross-selling. Inoltre, Enrico del Sordo illustrerà alcuni casi pratici per far capire meglio agli studenti come inserire l’e-mail marketing nelle PMI in cui, tra pochi mesi, saranno inseriti come professionisti.

Una mattinata, insomma, incentrata sulle logiche, sul funzionamento del software e sulla strategia di marketing multicanale per formare nuovi professionisti del marketing che sappiano parlare la lingua – solo apparentemente semplice – dell’e-mail marketing.

Santi Faustino e Giovita: Kloudymail il 15/02 chiude e festeggia i patroni bresciani

Domani, mercoledì 15 Febbraio, gli uffici di Kloudymail resteranno chiusi in occasione della celebrazione dei Santi Faustino e Giovita.

Il 15 febbraio, a Brescia, i protagonisti sono proprio i santi Faustino e Giovita e la giornata di mercoledì sarà tutta dedicata al loro festeggiamento. Come da tradizione, tutti gli uffici sono chiusi e anche Kloudymail riposerà per un giorno. Ma non temete! Potrete sempre contattarci all’indirizzo help@wekloud.com e vi risponderemo il prima possibile!

La storia dei santi Faustino e Giovita ti incuriosisce? Continua a leggere per scoprire di più su questi santi e su perché il 15 febbraio è anche la festa dei Single!

Santi Faustino e GiovitaFaustino e Giovita: la storia dei patroni di Brescia

Siamo nel II secolo a.C., Faustino e Giovita sono due nobili bresciani che decidono di intraprendere la carriera militare diventando cavalieri. Tutto cambia quando incontrano il vescovo Apollonio che li converte al cristianesimo: Faustino diventa presbitero e Giovita viene invece nominato diacono. Questi cambiamenti, insieme all’efficacia della loro azione apostolica, non piacciono affatto ai pagani e l’imperatore Adriano decide di iniziare a perseguitarli.

L’imperatore ordina, come prima cosa, che fossero dati in pasto ai leoni. Il giorno dell’esecuzione, le bestie rimangono però mansuete non torcendo nemmeno un capello ai due giovani. Adriano ci riprova allora con un altro metodo e questa volta Faustino e Giovita sono messi al rogo, ma il fuoco non tocca nemmeno le vesti dei due giovani. L’imperatore Adriano non sa più come comportarsi: ogni volta che i suoi tentativi di uccidere i due giovani falliscono, molte persone si convertono al cristianesimo. Dopo una lunga prigionia fatta di torture, spostamenti e altri avvenimenti eccezionali, infine, il 15 febbraio i futuri santi Fastino e Giovita vengono decapitati, proprio a Brescia. Le loro reliquie si trovano ancora nella chiesa di San Faustino ad Sanguinem.

Il legame tra Brescia e questi due santi viene ancor più rafforzato quando, il 13 dicembre 1438, i milanesi attaccarono la città. Si narra infatti che i due santi apparirono improvvisamente sulle mura della città e riuscirono a fermare le palle dei cannoni a mani nude. Brescia è salva.

15 Febbraio: festa dei Single!

Festa dei singleSe la storia dei patroni di Brescia ci porta a fare un salto temporale molto lungo, lo stesso non si può dire per la festa dei Single. Infatti, è solo dal ventunesimo secolo che il 15 febbraio è diventato il giorno per festeggiare tutti i single!

Questo giorno sembra essersi trasformato nella festa dei single perché il nome Faustino deriva dal latino “faustus” e significa favorevole, benevolo, felice. Insomma la festa dei single vuole essere, in contrapposizione a S. Valentino, propizia e di buon auspicio per tutti coloro che sono in cerca dell’anima gemella. Che voi siate single per scelta o se sperate in un miracolo di S. Faustino poco importa: godetevi il vostro giorno!

 

 

Le origini della parola spam: carne in scatola e gag

Quante volte abbiamo sentito parlare di spam! Tanti sono i post pieni di consigli su come migliorare la nostra deliverability, delle tecniche e dei record da impostare per evitare i filtri dei client di posta. Anche noi di Kloudymail ne abbiamo scritti parecchi, li trovi tutti nella nostra Knowledge Base, qui. Siamo quindi tutti d’accordo che con la parola spam si identificano quel genere di comunicazioni pubblicitarie via e-mail che vengono inviate agli utenti senza il loro permesso.

La domanda che ti facciamo è questa: ti sei mai chiesto da dove deriva la parola spam? Scopriamolo insieme.

È UN ACRONIMO

SPAM è il nome di una marca di carne in scatola statunitense. Ci sono teorie diverse riguardanti la frase “nascosta” ma principalmente si opta per “Shoulder of Pork And haM” (spalla di maiale e prosciutto); “SPiced hAM” (prosciutto aromatizzato); “Spiced Pork and hAM” (maiale e prosciutto aromatizzati); “Specially Processed Army Meat” (carne per l’esercito fabbricata in modo speciale); “Specially Processed Assorted Meat”(carne per l’esercito fabbricata in modo speciale).

Il prodotto fabbricato dalla Hormel Food Corporation fin dal 1973 è celebre perché entrò a far parte del rancho dei soldati statunitensi. Come si legge dal sito dell’azienda, le scatolette costituivano “l’ultima linea di difesa tra soldati e la fame”.

DA CARNE A FASTIDIO

Se è una scatoletta di carne, come si è passati ad identificare con lo stesso termine la posta indesiderata? C’è uno step intermedio.

L’associazione tra carne e “fastidio”, “indesiderato” risale ad uno sketch dei Monty Python, gruppo comico britannico attivo dal 1969 al 1983. Nella gag in questione (puoi guardarla qui) viene rappresentata una locanda in cui siede un gruppo di vichinghi. I due protagonisti vogliono ordinare dei piatti senza SPAM ma è impossibile. Tutti i piatti elencati dalla cameriera lo contengono, anzi lo SPAM è la base di ogni singolo prodotto venduto. La parola SPAM è ripetuta fino allo sfinimento da tutti i protagonisti della gag, che cantano pure una canzoncina che ripete le dubbie virtù dello SPAM:

«SPAM SPAM SPAM SPAM
SPAM SPAM SPAM SPAM
Lovely SPAM, wonderful SPAM!»

Lo sketch è probabilmente una denuncia alla politica di razionamento bellico della carne, ma l’ossessione con cui il termine SPAM viene ripetuto diventa sinonimo di fastidio e irritazione.

LA PRIMA E-MAIL DI SPAM

Dal significato con la sfumatura di fastidio alla posta indesiderata il passo è stato breve.

Il 12 aprile 1994 due avvocati di Phoenix, Canter e Siegel, inviarono un messaggio promozionale via e-mail a parecchi utenti, in relazione ad una lotteria per ottenere la green card. Non era la prima volta che messaggi di questo genere venivano inviati, ma la loro comunicazione fu la prima ad essere catalogata come spam. Il motivo?

Grazie all’aiuto di un programmatore, erano riusciti ad inviare il loro annuncio ad una newsgroup su USENET, una delle reti di server online più grandi al mondo. USENET è utilizzato da migliaia di utenti al mondo per scambiarsi e raccogliere articoli, news e post secondo determinate categorie e tematiche. Gli utenti scelgono da soli quali feedback ricevere. Quel giorno però molti ricevettero il messaggio dei due avvocati e qualcuno, probabilmente fan del gruppo comico, etichettò questo elemento fastidioso con la parola spam.

VIOLAZIONE DEI DIRITTI

In seguito alla diffusione del termine spam per indicare la posta indesiderata, la Hormel è ricorsa agli avvocati, specificando che non si opponeva all’utilizzo della parola in sé, ma solo al modo in cui questa veniva scritta. Per identificare la posta indesiderata la Hormel ha decretato che il termine venga scritto solo in caratteri minuscoli, per differenziarlo dal marchio registrato in caratteri maiuscoli che identifica la scatoletta di carne.

Nonostante questa vittoria, la Hornel ha aperto sul suo sito ufficiale uno shop con merchandising più disparato legato al doppio significato del termine. Ottima strategia di marketing?

Le spamtrap, cosa sono e come riconoscerle

Continuiamo il nostro percorso per migliorare la deliverability delle proprie comunicazioni. Negli scorsi episodi abbiamo parlato dei metodi per migliorare la deliverability, di come mantenere alta la reputazione degli ip, dei record SPF e DKIM e come impostarli, dei metodi per non fare phishing. Oggi affrontiamo un altro argomento che ci sta a cuore: le spamtrap.

Le spamtrap sono degli indirizzi “civetta”  creati appositamente dai gestori delle blacklist. Servono per capire se le liste di contatti a cui stai inviando le newsletter sono state create in modo legale o se le hai acquistate. È illegale inviare ai contatti di cui non si ha il consenso! Se invii ad uno di questi indirizzi, , i gestori di blacklist ti etichetteranno subito come spammer e sarai blacklistato. Il tuo indirizzo ip viene quindi blacklistato e potresti registrare un calo delle tue performance.

I VARI TIPI DI SPAMTRAP

I principali tipi di spamtrap a cui prestare attenzione sono due:

1. indirizzi e-mail inutilizzati e riciclati: spesso i gestori degli indirizzi di posta prendono le caselle chiuse o inutilizzate da tanto tempo e le convertono in spamtrap. Nelle liste che si acquistano online i contatti vengono riciclati di continuo, quindi è molto probabile che se acquisti una lista alcuni contatti inseriti in essa siano spamtrap.

Kloudymail ha una lista interna di spamtrap “conosciute”. Se carichi una lista contenente uno di questi indirizzi viene congelata e non puoi in alcun modo inviare le tue newsletter (a meno che tu non presenti i dati relativi all’utente del quale hai lo specifico consenso).

2. indirizzi civetta: gli spammer utilizzano dei crawler (ovvero dei bot) che raccolgono gli indirizzi e-mail pubblicati sui vari siti web. Questi contatti vengono poi utilizzati come destinatari di comunicazioni illegali o vengono rivenduti ad altre aziende. I gestori di blacklist, per individuare questo tipo di pratica, inseriscono nel codice HTML di alcuni siti e portali gli indirizzi civetta, nascosti agli occhi di un normale visitatore, ma non ai vari bot. In questo modo quando uno spammer invia una comunicazione ad uno di questi indirizzi, la mail viene segnalata come spam e il mittente viene bloccato dal servizio di posta. Le conseguenze dirette di questo tipo di attività vanno, da un calo della deliverability, al blocco dell’ip o del server d’invio.

HO ACQUISTATO UNA LISTA, COME MAI CI SONO SPAMTRAP?

Premettiamo che la maggior parte dei provider che consentono l’invio massivo di e-mail, come Kloudymail, non consentono l’utilizzo di queste liste poiché poco professionali, con contatti poco aggiornati, talvolta acquisiti in modo illegale e poi venduti come indirizzi “puliti”. Il rischio di trovare spamtrap in liste acquistate è molto alto per i motivi che abbiamo spiegato sopra, quindi è opportuno fare delle apposite verifiche prima di inviare comunicazioni a questi database.

HO IMPORTATO UNA LISTA IN KLOUDYMAIL, COME MAI È STATA CONGELATA?

Se carichi una lista su Kloudymail e viene congelata è molto probabile che in essa siano presenti delle spamtrap. Succede spesso anche quando il database è stato costruito in anni e anni di attività lavorativa, vediamo insieme il perché.

Indirizzi di sistema: se la lista viene congelata è possibile che essa includa alcuni indirizzi di sistema tipicamente utilizzati per la registrazione di domini, spazi hosting, etc.. Si tratta di indirizzi che difficilmente verrebbero utilizzati per l’iscrizione a servizi di invio newsletter. Questo tipo di e-mail è solitamente presente nelle liste acquistate perché, come dicevamo prima, molti fornitori non le puliscono in maniera approfondita e molto spesso costruiscono i database in modo illecito.

Indirizzi iscritti tramite form con singolo opt-in: quando predisponi una form sul tuo sito web hai due possibilità, quella di scegliere la registrazione con singolo opt-in oppure la registrazione con doppio opt-in. Nel primo caso l’indirizzo e-mail verrà inserito direttamente nel database come contatto attivo, nel secondo caso è necessario che l’utente confermi il proprio indirizzo e-mail prima di essere attivato. Il doppio opt-in garantisce quindi la validità del contatto e ti consente di costruire liste più pulite. Talvolta però, per varie ragioni tecniche, si opta per la registrazione con singolo opt-in. Questa scelta può tuttavia portare all’inserimento nel database di indirizzi fasulli (molto spesso gli utenti che scaricano un contenuto o un’offerta preferiscono rimanere anonimi) che talvolta capita che coincidano con le spamtrap.

P.s. Talvolta i gestori delle Blacklist creano dei bot che riescono a compilare in maniera automatica tutte quelle form che non presentano un CAPTCHA di protezione inserimento e/o quelle form che non richiedono il doppio opt-in per verificare l’indirizzo e-mail. In questo modo le blacklist potrebbero inserire nel tuo database delle spamtrap per verificare se invii comunicazioni solo ed esclusivamente a chi ti ha dato il consenso.

COME AVERE LISTE PULITE

Per essere sicuri che le liste in tuo possesso siano sempre pulite e non abbiano al loro interno delle spamtrap, ti consigliamo di applicare i seguenti consigli:

1 Innanzitutto non acquistare database da fornitori esterni se non sei al 100% sicuro della loro provenienza

2 Rendi sicuri tutti i form d’iscrizione presenti sul tuo sito chiedendo sempre la conferma dell’indirizzo e-mail inserito: tieni nelle tue liste d’invio solo i contatti che sono stati verificati (quelli che non ti sembrano affidabili puoi contattarli privatamente per verificare la validità dell’indirizzo). Se ritieni che il double opt-in sia troppo complicato, devi controllare tutti i contatti che si iscrivono e valutarne la validità

3 Ti consigliamo di pulire la lista dopo ogni invio, tenendo in considerazione i bounce che hai registrato.

4 Un modo per ottenere quasi sempre indirizzi validi è semplificare la procedura d’iscrizione alle tue liste: chiedi agli utenti solo i dati necessari per la tua comunicazione o realtà aziendale. Se il form è troppo lungo rischi di spaventare o infastidire l’utente che pur di compilare inserisce dati a caso.

Cos’è il phishing e come evitarlo

Dopo gli scorsi appuntamenti sulla deliverability (se te li sei persi clicca qui e qui) oggi vi parliamo del phishing.

Con questo termine s’intendono quei tentativi di reindirizzare gli utenti ad un sito fraudolento per il furto dii dati personali. I client di posta riescono grazie ai loro filtri antispam a rilevare questo tipo di link e bloccano le e-mail prima ancora di farle arrivare nell’inbox. I messaggi di questo genere si riconoscono perché invitano l’utente ad aggiornare i dati di un account. Formule tipiche di queste newsletter sono “Aggiorna entro 48 ore”, “Se non aggiorni le impostazioni il tuo account sarà chiuso”, eccetera.

Molti però non sanno che capita di fare phishing in modo “involontario”, inserendo in maniera non corretta i link all’interno di una newsletter. Quando succede i client di posta bloccano le e-mail e segnalano l’ip alle blacklist.

Approfondiamo insieme il problema.

COSA SI SBAGLIA

Capita che a volte per la fretta si inseriscano i link in modo sbagliato. Quando viene inserito un link all’interno della piattaforma, Kloudymail converte il vostro link con l’obiettivo di tracciare i click e mostrarli nelle statistiche. Per fare questo deve necessariamente trasformare il vostro URL e inserire una serie di parametri aggiuntivi

Per esempio se inserite il link:

http://www.kloudymail.com sul testo http://www.kloudymail.com

Kloudymail lo converte in

http://kloudy.nl/s/y432dij32k43dh/tda2sd4as43sjkh42/” (URL a titolo d’esempio)

Il client di posta analizzando la newsletter vede che i due link, quello convertito e quello da voi scritto a mano, non corrispondono. Pensando quindi che sia un modo per reindirizzare gli utenti a siti fasulli, blocca la vostra e-mail.

COME RISOLVERE

È molto semplice. Basta non inserire come testo che visualizza l’utente un link. Utilizza formule come “continua a leggere” o “scopri di più” o ancora “approfondisci sul nostro sito” e su queste inserisci il tuo URL. Per l’esempio utilizzato prima potresti scrivere “Guarda su Kloudymail” o più semplicemente “Kloudymail”.

 

Se vuoi saperne di più sul phishing, consulta la pagina di Wikipedia sull’argomento.

I 2 giorni del MBSummit con Kloudymail

Venerdì 25 e sabato 26 novembre si è svolto il Marketing Business Summit, evento dedicato al marketing digitale. Kloudymail ha sponsorizzato le due giornate, focalizzate sulle idee e le strategie digitali da mettere in atto nella realizzazione di un progetto di comunicazione. Il tutto accompagnato da case history di successo, con esempi pratici e concreti da riadattare e utilizzare per il proprio business.

Gli argomenti trattati riguardavano i temi di attualità legati al mondo del marketing, dal SEO ai social media, dal digital marketing alle strategie di business, dal growth hacking all’adv online. Dai un’occhiata alla gallery e non perderti i nostri prossimi eventi. Stay tuned!

C’era una volta lo Storytelling!

C’era una volta, in una pese molto lontano, un post che parlava…dello storytelling.

Con questo termine si indica una tipologia di comunicazione più coinvolgente per gli utenti. Per far immedesimare i propri contatti si racconta loro una storia, attraverso la quale presentare il proprio prodotto o servizio. In questo modo chi legge può sentirsi il protagonista e capirà come mai ciò che offrite è indispensabile per raggiungere un determinato scopo.

Questo tipo di comunicazioni rafforzano il legame emotivo tra la tua azienda e i tuoi clienti. Il messaggio deve essere semplice e chiaro, ma allo stesso tempo ben costruito: niente va lasciato al caso. L’obiettivo che devi tenere bene in mente è uno: la condivisione.

In questo tipo di comunicazioni non è tanto importante vendere, ma il passaparola che si crea. Maggiore è l’interazione che riuscirai a creare, più alto sarà il numero di condivisione. Ricordate che le storie sono destinate ad essere condivise. Quindi progettate una buona storia, originale, dove viene sottolineata l’univocità del vostro prodotto/servizio e i vostri clienti la condivideranno con i loro amici. In questo modo il vostro prodotto/servizio potrà essere conosciuto da un numero sempre maggiore di ipotetici acquirenti e il vostro raggio d’azione si amplierà!

ALCUNI CONSIGLI

1 Modula il tono in base al pubblico di riferimento: a seconda di chi ti rivolgi e del canale di comunicazione che usi devi utilizzare linguaggi e retroscena diversi. Per esempio per far immedesimare un target giovane puoi parlare di locali o feste, mentre se il tuo pubblico sono gli imprenditori puoi raccontare le difficoltà di portare avanti un progetto aziendale

2 Le 5 W del giornalismo: per creare una storia devi avere sempre in menti CHI è il protagonista, COSA accade nella storia, QUANDO avviene la storia raccontato, DOVE si svolge e PERCHÈ è successa. Solo avendo chiaro questi cinque punti potrai creare una storia veramente coinvolgente, ma soprattutto avrai ben chiari gli obiettivi della tua narrazione e non ti perderai strada facendo

3 Dettagli, creatività, veridicità: per essere apprezzata e coinvolgente, la storia deve essere innanzitutto ricca di dettagli. L’attenzione per le piccole cose non solo mostra la tua capacità di essere creativo, ma contribuisce a rendere più veritiera la tua storia. Più ciò che racconti risulta verosimile, maggiori sono le probabilità di immedesimazione

4 Definisci il punto di arrivo: devi avere ben in mente l’obiettivo di questo tipo di comunicazione. I tuoi servizi e i tuoi prodotti non devono essere il focus principale. Ciò che devi “mettere in scena” sono dei problemi che grazie a determinati aiuti (i tuoi prodotti) vengono risolti.

 

Instant marketing: sfrutta gli eventi per la tua comunicazione!

Avete visto la SuperLuna? Sapete che 15 anni fa in questo giorno usciva per la prima volta Harry Potter nelle sale cinematografiche? Domani è Natale?

Quando si lavora nell’ambito della comunicazione, non servono le mere competenze tecniche. Bisogna saper creare ed inventare! Una delle categorie del marketing più apprezzate e che creano maggior coinvolgimento con gli utenti è quella dell’Instant marketing.

Si parla di instant marketing quando sulla scia degli eventi si creano comunicazioni ad hoc, a volte anche all’ultimo minuto. Questa tecnica ti aiuta a sfruttare la popolarità di un avvenimento d’interesse per promuovere i tuoi prodotti o servizi sotto una luce completamente nuova. È tutta questione di saper cogliere l’attimo, quindi occhi ben aperti!

Tutti i canali di comunicazione da te utilizzati vanno bene per l’instant marketing, non limitarti ad una sola via, sceglile tutte e crea la tua campagna coordinata.

Per funzionare una campagna di instant marketing deve avere queste caratteristiche di base:

  • Essere pertinente all’evento di interesse: non strafare, a volte le idee più semplici sono le migliori
  • Legarsi al brand o ai servizi di un’azienda in maniera chiara: più riesci a collegare la tua attività con l’evento in essere, maggiore sarà il coinvolgimento dei tuoi follower.
  • Avere gli hashtag giusti: per avere maggior visibilità utilizza i giusti hashtag. Solo così potrai essere trovato e visto da tutti quelli che cercano quella parola chiave
  • Tempismo: devi essere pronto ad avere non solo un’idea su due piedi ma anche a realizzarla. Molte volte l’evento si scatena sui social il giorno stesso, in seguito ad una flash news. Armati di creatività e velocità

Ti lasciamo qui alcune immagini realizzate da noi di Kloudymail in occasione di vari eventi, ti piacciono? Puoi farle anche tu, affida a noi la tua comunicazione, scopri HO-OK:

Vuoi approfondire l’argomento? Leggi gli altri nostri post a riguardo!

Il caso PokèmonGo: http://www.kloudymail.com/it/blog/2016/07/19/instant-marketing-il-caso-pokemon-go/

Il caso Kinder Bueno: http://www.kloudymail.com/it/blog/2015/03/26/creativita-e-instant-marketing-il-caso-eclissi/