Le spamtrap, cosa sono e come riconoscerle

Continuiamo il nostro percorso per migliorare la deliverability delle proprie comunicazioni. Negli scorsi episodi abbiamo parlato dei metodi per migliorare la deliverability, di come mantenere alta la reputazione degli ip, dei record SPF e DKIM e come impostarli, dei metodi per non fare phishing. Oggi affrontiamo un altro argomento che ci sta a cuore: le spamtrap.

Le spamtrap sono degli indirizzi “civetta”  creati appositamente dai gestori delle blacklist. Servono per capire se le liste di contatti a cui stai inviando le newsletter sono state create in modo legale o se le hai acquistate. È illegale inviare ai contatti di cui non si ha il consenso! Se invii ad uno di questi indirizzi, , i gestori di blacklist ti etichetteranno subito come spammer e sarai blacklistato. Il tuo indirizzo ip viene quindi blacklistato e potresti registrare un calo delle tue performance.

I VARI TIPI DI SPAMTRAP

I principali tipi di spamtrap a cui prestare attenzione sono due:

1. indirizzi e-mail inutilizzati e riciclati: spesso i gestori degli indirizzi di posta prendono le caselle chiuse o inutilizzate da tanto tempo e le convertono in spamtrap. Nelle liste che si acquistano online i contatti vengono riciclati di continuo, quindi è molto probabile che se acquisti una lista alcuni contatti inseriti in essa siano spamtrap.

Kloudymail ha una lista interna di spamtrap “conosciute”. Se carichi una lista contenente uno di questi indirizzi viene congelata e non puoi in alcun modo inviare le tue newsletter (a meno che tu non presenti i dati relativi all’utente del quale hai lo specifico consenso).

2. indirizzi civetta: gli spammer utilizzano dei crawler (ovvero dei bot) che raccolgono gli indirizzi e-mail pubblicati sui vari siti web. Questi contatti vengono poi utilizzati come destinatari di comunicazioni illegali o vengono rivenduti ad altre aziende. I gestori di blacklist, per individuare questo tipo di pratica, inseriscono nel codice HTML di alcuni siti e portali gli indirizzi civetta, nascosti agli occhi di un normale visitatore, ma non ai vari bot. In questo modo quando uno spammer invia una comunicazione ad uno di questi indirizzi, la mail viene segnalata come spam e il mittente viene bloccato dal servizio di posta. Le conseguenze dirette di questo tipo di attività vanno, da un calo della deliverability, al blocco dell’ip o del server d’invio.

HO ACQUISTATO UNA LISTA, COME MAI CI SONO SPAMTRAP?

Premettiamo che la maggior parte dei provider che consentono l’invio massivo di e-mail, come Kloudymail, non consentono l’utilizzo di queste liste poiché poco professionali, con contatti poco aggiornati, talvolta acquisiti in modo illegale e poi venduti come indirizzi “puliti”. Il rischio di trovare spamtrap in liste acquistate è molto alto per i motivi che abbiamo spiegato sopra, quindi è opportuno fare delle apposite verifiche prima di inviare comunicazioni a questi database.

HO IMPORTATO UNA LISTA IN KLOUDYMAIL, COME MAI È STATA CONGELATA?

Se carichi una lista su Kloudymail e viene congelata è molto probabile che in essa siano presenti delle spamtrap. Succede spesso anche quando il database è stato costruito in anni e anni di attività lavorativa, vediamo insieme il perché.

Indirizzi di sistema: se la lista viene congelata è possibile che essa includa alcuni indirizzi di sistema tipicamente utilizzati per la registrazione di domini, spazi hosting, etc.. Si tratta di indirizzi che difficilmente verrebbero utilizzati per l’iscrizione a servizi di invio newsletter. Questo tipo di e-mail è solitamente presente nelle liste acquistate perché, come dicevamo prima, molti fornitori non le puliscono in maniera approfondita e molto spesso costruiscono i database in modo illecito.

Indirizzi iscritti tramite form con singolo opt-in: quando predisponi una form sul tuo sito web hai due possibilità, quella di scegliere la registrazione con singolo opt-in oppure la registrazione con doppio opt-in. Nel primo caso l’indirizzo e-mail verrà inserito direttamente nel database come contatto attivo, nel secondo caso è necessario che l’utente confermi il proprio indirizzo e-mail prima di essere attivato. Il doppio opt-in garantisce quindi la validità del contatto e ti consente di costruire liste più pulite. Talvolta però, per varie ragioni tecniche, si opta per la registrazione con singolo opt-in. Questa scelta può tuttavia portare all’inserimento nel database di indirizzi fasulli (molto spesso gli utenti che scaricano un contenuto o un’offerta preferiscono rimanere anonimi) che talvolta capita che coincidano con le spamtrap.

P.s. Talvolta i gestori delle Blacklist creano dei bot che riescono a compilare in maniera automatica tutte quelle form che non presentano un CAPTCHA di protezione inserimento e/o quelle form che non richiedono il doppio opt-in per verificare l’indirizzo e-mail. In questo modo le blacklist potrebbero inserire nel tuo database delle spamtrap per verificare se invii comunicazioni solo ed esclusivamente a chi ti ha dato il consenso.

COME AVERE LISTE PULITE

Per essere sicuri che le liste in tuo possesso siano sempre pulite e non abbiano al loro interno delle spamtrap, ti consigliamo di applicare i seguenti consigli:

1 Innanzitutto non acquistare database da fornitori esterni se non sei al 100% sicuro della loro provenienza

2 Rendi sicuri tutti i form d’iscrizione presenti sul tuo sito chiedendo sempre la conferma dell’indirizzo e-mail inserito: tieni nelle tue liste d’invio solo i contatti che sono stati verificati (quelli che non ti sembrano affidabili puoi contattarli privatamente per verificare la validità dell’indirizzo). Se ritieni che il double opt-in sia troppo complicato, devi controllare tutti i contatti che si iscrivono e valutarne la validità

3 Ti consigliamo di pulire la lista dopo ogni invio, tenendo in considerazione i bounce che hai registrato.

4 Un modo per ottenere quasi sempre indirizzi validi è semplificare la procedura d’iscrizione alle tue liste: chiedi agli utenti solo i dati necessari per la tua comunicazione o realtà aziendale. Se il form è troppo lungo rischi di spaventare o infastidire l’utente che pur di compilare inserisce dati a caso.

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