Best Practice Per la Creazione di Landing Page Per L'E-Mail Marketing!

Best Practice Per la Creazione di Landing Page Per L’E-Mail Marketing!

Hai mai pensato di poter gestire il tuo sito web e le vendite online senza appoggiarti a un’attività mirata di e-mail marketing? Se sì, forse dovresti ripensarci. Perché? Perché un sito web è sì una buona vetrina, ma devi sapere che il 90% delle vendite si ottengono grazie a una strategia gloable e studiata di digital marketing che comprenda anche l’e-mail marketing.

Perché l’E-Mail Marketing è Fondamentale per il tuo Business

  1. I possessori attivi di una casella e-mail sono previsti toccare i 3 miliardi nel 2019;
  2. L’e-mail marketing ha un Roi medio di 38 dollari per ogni dollaro speso;
  3. Una campagna e-mail può arrivre ad avere un Roi medio del 122%, il quadruplo rispetto ad altre attività di digital marketing come i social media, le mail personali dirette e la paid search;
  4. Solo negli Stati Uniti, i possessori attivi di una casella mail saliranno a oltre 250 milioni entro il 2020;
  5. Il controllo di e-mail davanti alla Tv è aumentatata del 69%, a letto prima di dormire o appena svegli del 57% e in vacanza del 79%;
  6. I brand in grado di personalizzare e generare contenuti mirati tramite l’e-mail marketing registrano un click rate più alto del 30% rispetto alla medio e un open rate più elevato dell’11%.

Chiunque può raggiungere risultati simili, anche perché le tecniche che utilizziamo per massimizzare le conversioni delle nostre landing page sono le stesse che, almeno in parte, possiamo applicare alle nostre landing page per l’e-mail marketing.

Dopo aver visto i numeri che stanno dietro l’e-mail marketing, vediamo qualche “best practice” utile per la creaione di landing page che convertano davvero per le nostre newsletter.

1. Call To Action Chiare!

Stiamo parlando di una caratteristica fondamentale per generare lead e in generale ottenere risultati migliori dalle nostre campagne. Accertiamoci che le nostre call to action siano chiare e precise, sia che stiamo vendendo abiti, sia che il nostro prodotto di punta sia il prosciutto crudo.

Il nostro consiglio è di utilizzare formule come “Clicca qui” o “Vai!”, ma di evitarne altre come “Invia”. Perché? Secondo alcune ricerche, questo tipo di parole potrebbe ridurre il tasso di conversione del 3% circa.

2. Una Call To Action Alla Volta!

Vuoi proporre diverse cose in una sola volta, come per esempio contenuti del blog, pagine prodotto e altro ancora? Nulla di fatto lo vieta, ma non funzionerebbe. Spieghiamoci: se stiamo cercando di aumentare le conversioni, dobbiamo cercare di tenere il nostro lettore più concentrato possibile. E, per riuscirci, proponiamo un’attività alla volta. Per questo è buona prassi utilizzare call to action singole.

3. Parola d’Ordine: Coerenza di Stile!

Va da sé che landing page e newsletter dovrebbero avere lo stesso stile. Questo vale per tutti gli elementi, ossia font, colori e tutto ciò che lega newsletter e landing page. Si tratta di un’accortezza da non abbandonare mai perché chi atterra sulla nostra landing page a partire da un’e-mail dev’essere immediatamente in grado di connettere l’una all’altra. Se manca coerenza di stile, potremmo portare i nostri destinatari a pensare “Cosa è successo? Sono approdato sulla pagina sbagliata?” e cose del genere. Impegniamoci dunque per offrire al nostro target un’unica esperienza.

4. Generare Urgenza!

Probabilmente non stiamo raccontando niente di nuovo, dato che l’urgenza è uno dei capisaldi del marketing. Tuttavia non è una strategia obsoleta: se ben utilizzata, può aiutarci ad aumentare significativamente il nostro tasso di conversione. Includiamo nel nostro messaggio e/o nelle call to action formule come “Solo per oggi“, “Adesso“, “Subito” e tutto ciò che può farci ottenere più click. L’urgenza invita le persone a passare all’azione, che è esattamente ciò che una call to action dovrebbe fare.

5. Attenzione ai Form!

Parlando in generale, non tutti amano i form. O, meglio, di sicuro non sono molto apprezzati i form che richiedono molte informazioni, specialmente se ciò che diamo in cambio non vale la cessione di tanti dati personali. Naturalmente in una landing page un form è d’obbligo, ma cerchiamo di chiedere solo i dati necessari all’attività che stiamo proponendo: sovraccaricando il form di campi rischiamo di bruciarci buona parte della nostra audience.

6. La Prova Sociale!

La prova sociale, conosciuta anche con il termine inglese social proof, può diventare un interessante strumento di engagement. In pratica, utilizzando la prova sociale stiamo dicendo ai nostri lettori che possono beneficiare degli stessi vantaggi già disponibili alle altre persone che hanno compiuto l’azione richiesta, come per esempio l’iscrizione alla nostra newsletter.

7. Testare Sempre!

Questo discorso vale tanto per le campagne di e-mail marketing, quanto per le landing page: entrambe devono essere testate più e più volte per massimizzare i tassi di conversione.

Testare è un procedimento lungo, ma si può fare. Ricordiamoci di concentrare la nostra attenzione su elementi chiave come per esempio immagini, oggetto e call to action per essere sicuri di ciò che piace al nostro target.

In conclusione, possiamo affermare che sono diversi i fattori che devono “funzionare” bene insieme per decretare il successo di una campagna di newsletter. Parimenti, una landing page ben fatta ha lo stesso peso quando il nostro obiettivo è la lead generation. Prendete in considerazione i consigli che vi abbiamo dato e sarete da subito sulla buona strada. Insomma, è il tuo turno adesso!