Le strategie multicanale di comunicazione

Vi ricordate le strategie multicanale utilizzate dai candidati alla presidenza d’America e alla poltrona di sindaco di Milano? In questo post vi spieghiamo come anche voi potete sfruttarle per vincere.

L’e-mail marketing è il canale che offre il miglior ritorno d’investimento. È Litmus a dircelo: nel 2020 il 70% dei consumatori si affiderà all’email per ricevere novità e offerte.

Oltre alle newsletter però, bisogna progettare una strategia multicanale di comunicazione: più canali danno più visibilità ai tuoi prodotti e alla tua azienda.

Sms: gli sms non sono obsoleti. Funzionano ancora, anzi: riescono a raggiungere i clienti in mobilità. Grazie ai pochi caratteri disponibili, il messaggio deve essere necessariamente breve, chiaro e che vada dritto al punto. Inoltre sono al passo con le nuove tecnologie mobili, come gli smartwatch: verranno visualizzati su tutti gli schermi nello stesso identico modo.

Website: il sito web deve essere semplice e intuitivo, gradevole nel design e ottimizzato per mobile. I contenuti devono essere chiari e divisi in apposite sezioni, ben definite: in questo modo l’utente riuscirà più facilmente a trovare quello che gli interessa.

I blog aziendali: scrivere post sul blog e condividerli sugli altri canali porta traffico sul tuo sito web. Incrementando il traffico, aumenteranno le possibilità di vendita del tuo brand. I contenuti devono essere originali e d’interesse: non necessariamente devono avere fini commerciali o essere strettamente legati al settore della tua azienda.

Facebook: lo scopo di una pagina Facebook è indurre alla condivisione e alla conversazione con gli utenti. I post devono essere coerenti e accattivanti, ma soprattutto devono includere domande, ask to action (ad esempio “clicca mi piace se sei d’accordo), immagini, link, video ed emoticons (senza esagerare). Grazie alle nuove reactions, inoltre, i marketers possono raccogliere dati preziosi sugli utenti: il mi piace era generico, poteva indicare sia approvazione che disapprovazione. Tante volte le persone li mettono a caso, senza ragionarci troppo. I nuovi tasti invece, specificano meglio le emozioni degli utenti: in questo modo si può capire quanto un argomento sta o meno a cuore ai propri seguaci.

Twitter: è il social network della brevità. Con i suoi 140 caratteri disponibili per comunicare le notizie, costringe le aziende ad andare dritte il punto. Un buon profilo Twitter è quello che compone i suoi tweet con link, hashtag, risponde o fa domande, interagisce e ritwitta i commenti degli utenti.

Instagram: è il social network che registra maggior coinvolgimento del pubblico. Un canale su questo social funziona se le immagini che vengono postate sono belle, catturano l’attenzione e i sentimenti dei follower. Importantissimo l’uso degli hashtag e il tag della location, per creare viralità e avvicinarsi alle persone che condividono i tuoi stessi interessi.

LinkedIn: è il social network della professionalità. I contenuti devono essere seri e includere link relativi al tema del lavoro e dell’etica professionale.